(Adnkronos) – "Il 2023 è stato un anno importante per TH: vi innanzitutto è stato un anno record sulla neve, seppure ancora in evoluzione. L’estate al mare ha portato i risultati previsti seppure con qualche eccezione e qualche sorpresa di spostamento dei clienti da agosto a settembre o in altri periodi a causa dell’aumento eccessivo dei costi di trasporto aereo e navale in particolare. Senza gli aumenti eccessivi delle materie prime e dei trasporti e senza la guerra in Ucraina certamente il turismo avrebbe mostrato ancor di più tutte le sue potenzialità: in ogni caso un’estate importante da cui imparare per conoscere sempre di più l’evoluzione della domanda turistica dall’Italia e dal mondo. E TH Resorts è risultata al primo posto nel 'ranking by size' (le classifiche per dimensione), nei gruppi 'domestic chain groups' e 'domestic chain brands' del report Hotels & Chains, studio curato da Horwath Htl". Così, con Adnkronos/Labitalia, Graziano Debellini, presidente di TH Group, fa il punto sulla performance nell'anno del big player del turismo, leader nell'accoglienza sulla neve in Italia.  Secondo Debellini, "gli alberghi di città hanno fatto segnare ottimi risultati e ottime prospettive soprattutto dalla clientela internazionale in particolare americana: nel medio periodo ci aspettiamo un ritorno di cinesi e speriamo anche dei russi. Per fare grande turismo occorre una grande pace tra tutti i popoli, ed è quello che ci auguriamo per il 2024", aggiunge.  E Debellini spiega che "per quanto riguarda questa stagione invernale, che per la maggior parte dei nostri alberghi è già iniziata, siamo davanti a un'altra stagione straordinaria. Pensavamo che quella dell'anno scorso fosse irripetibile e invece quella di quest'anno si è confermata ancora di più. E con un fattore commerciale nuovo: la gente, meno sotto data ma per tempo, ha prenotato per la stagione invernale. Noi ad oggi abbiamo già venduto oltre il 90% di tutta la stagione invernale dei nostri alberghi. Ed è, alla data di oggi, davvero un dato straordinario", rimarca.  Un andamento positivo che può fare da traino a due eventi fondamentali per il nostro turismo nei prossimi anni. "Nel 2025 c'è il Giubileo e nel 2026 le Olimpiadi invernali -sottolinea Debellini- e io mi auguro che questi due appuntamenti straordinari per il turismo del nostro Paese possano essere un'occasione di pace e concordia con tutti i Paesi del mondo. Su questi due eventi si tratta di essere tutti uniti, come mondo turismo, e di sfruttare queste occasioni. Questa è la cosa più importante. Mi dispiace che ci siano ritardi sulle Olimpiadi. Spero però che non ce ne siano nell'arco di questo percorso di un anno e mezzo che manca all'evento".  Debellini sottolinea: "A febbraio 2026 ci saranno le Olimpiadi, poi le Paraolimpiadi. Noi abbiamo una struttura molto importante a Borca di Cadore, alle porte di Cortina e tutti quelli che andranno lì dovranno passare da noi. Speriamo di avere una struttura di incoraggiamento per tutti quelli che passano", aggiunge.  Per TH Group il futuro è tracciato, spiega Debellini. "Vogliamo continuare con Cassa Depositi e Prestiti per un'altra tornata importante, arrivando insieme al Giubileo e alle Olimpiadi invernali. Siamo arrivati a 200 milioni di fatturato, abbiamo l'obiettivo -aggiunge- di arrivare al 2026 ad oltre i 350 milioni. E quindi andremo a incrementare tutte le gestioni sulla montagna, sul mare e all'estero, dove abbiamo aperto un primo villaggio sul Mar Rosso. E vorremmo crescere anche sulla Spagna e sulle Maldive. Quindi il progetto complessivo dei prossimi due anni e mezzo fino alle Olimpiadi è di crescita. All'arrivo di questi risultati valuteremo insieme ai nostri soci, Cassa Depositi e Prestiti, quale può essere la fase successiva", spiega. E quindi, sottolinea, "se andare verso la direzione della Borsa che fino ad oggi non è stato per nessuno del settore, neanche per Alpitour, un punto di riferimento oppure se ci potranno essere dei nuovi sviluppi dal punto di vista dei soci", rimarca.  Di certo è centrale il rapporto con Cdp e il suo ruolo chiave per il turismo italiano, secondo Debellini. "E' un grande protagonista sul turismo in Italia. Cdp ha scommesso sulla nostra azienda ma non solo, pensiamo a Rocco Forte. Ha interpretato questo cambiamento di visione sul turismo e ha oggi un'attenzione straordinaria. E da 7 anni devo dire che Cdp è un partner ideale. Cdp oggi ha dei fondi e una credibilità sul mercato che gli può permettere di essere ancora più protagonista nel turismo, e questo va incoraggiato", spiega Debellini.  Per Debellini è positivo il nuovo atteggiamento di attenzione verso il turismo nel nostro Paese. "Mai come nell'ultimo anno e mezzo il turismo è al centro della vita economica di questo Paese. C'è un riconoscimento del suo peso, e quindi del 17% dell'occupazione, del 13-14% del pil. Mai c'era stato un riconoscimento costante da parte di ministri, governi, associazioni, come ad esempio Confindustria. Il turismo -aggiunge Debellini- non è l'attività economica che salva l'Italia ma fino ad oggi è stato snobbato. Ed è stato snobbato perchè 28mila alberghi su 33mila sono piccole aziende famigliari. E questo non ha creato quella coesione, quella forza politica che io mi auguro che nel mondo del turismo gli operatori sappiano oggi trovare facendo squadra. Devo dire che Confindustria ha fatto su questo un ottimo lavoro. C'è un atteggiamento diverso da parte di banche, investitori e fondi verso il turismo. L'interesse dei fondi esteri come oggi non c'era mai stata", continua. E per Debellini sono necessari degli interventi normativi per sostenere l'attività del turismo nel nostro Paese. A partire dal tema del lavoro. "Il lavoro nel turismo -aggiunge ancora- è stato molto svalutato, considerato mortificante non importante per i giovani. E per rivalutarlo è necessario agire sul netto in busta paga, è fondamentale che il taglio del cuneo fiscale vada incontro ai lavoratori, a loro beneficio. Spagna, Francia e Grecia hanno un cuneo fiscale che permette loro di valorizzare di più le persone", ha continuato. E poi, aggiunge ancora Debellini, si deve evitare la 'concorrenza sleale' nel comparto. "C'è stato un cambiamento radicale nel turismo in questi anni, pensiamo ad Airbnb. Un vantaggio per le nuove generazioni, poter andare in giro per il mondo a un prezzo economico. Però anche loro devono pagare nelle proporzioni giuste le loro tasse e rispondere delle cose di cui rispondiamo noi. Non è possibile che questi appartamenti siano fuori ogni logica di sicurezza, anti incendio e tasse", sottolinea. "A Roma -ribadisce- ci sono 60mila posti di questo tipo. Serve una regolamentazione su questo e non per farli fuori ma per fare giocare a tutti una partita in un campo di leale competizione. Ognuno deve pagare le tasse, ognuno deve rispondere dei quesiti fondamentali, essere in regola con normative anti incendio e sanitarie. Non è possibile che ci sia un 'mondo' di tali proporzioni che non risponde a tali regole. Io mi auguro che su questi temi dal governo ci sia una determinazione", spiega.  Secondo il presidente di TH Group va valorizzato al meglio quanto il nostro Paese ha già fatto sul turismo. "Bisogna finire -spiega- di lamentarsi che nel nostro Paese manca una scuola di hotellerie come quella di Losanna. Perchè da tre anni c'è, quest'anno ci saranno i primi laureati che vengono da 17 regioni italiane e da 10 nazionalità europee ed extra europee. E quest'anno avremo i primi laureati. Questo corso è l'unico in Italia in inglese B2, è la prima scuola che compete con Losanna. La soddisfazione più grande è che alcuni studenti hanno lasciato Losanna e sono venuti a Ca' Foscari a Venezia, dove questo corso in collaborazione con Cdp, con la nostra Fondazione, sta realizzando. Ca' Foscari su questo ha fatto una battaglia e ottenuto dei risultati strepitosi", ricordando l'attività della Scuola Italiana di Ospitalità nata nel 2019 e con sede a Ca' Foscari a Venezia, e i cui soci fondatori sono Fondazione Cassa Depositi e Prestiti, impegnata nella formazione e nella valorizzazione del capitale umano, e TH Resorts, leader italiano del settore hospitality leisure. E secondo Debellini si deve dire no a "falsi allarmismi" sugli effetti dell'industria sciistica sull'ambiente. "Recentemente in un articolo di stampa c'è stato un invito esplicito a chiudere con lo sci. Tra l'altro basandosi -spiega- su una montagna di dati assolutamente falsi. Se vogliamo avere l'aria più pulita in Italia dovremmo iniziare a chiudere le strade e le autostrade, non so. Ci sono almeno una decina di milioni di persone che vivono in montagna. Proviamo a immaginare la montagna non abitata, che disastro eco ambientale. In secondo luogo c'è un allarmismo legato alla neve. Nell'ultimo decennio 2010-2023 c'è stata molta più neve del decennio precedente. Ma allora perchè si vanno a inventare questi allarmismi?", si domanda Debellini.  Debellini sottolinea che "tutto il consumo elettrico di tutte le stazioni sciistiche di tutta Italia messi insieme corrispondono a 36 ore di consumo delle Ferrovie dello Stato. Vent'anni fa per fare un metro cubo di neve artificiale ci voleva 2,8 Kw adesso ne bastano la metà, cioè stessa acqua per fare il doppio di neve. Sono esempi dell'avanzamento tecnologico fatti dagli impianti proprio per andare incontro a tutte le preoccupazioni ambientaliste. Quelli di questi giorni sono quindi allarmismi veramente snob senza documentazione seria e con superficialità. E non dimentichiamo che i comprensori sciistici coprono solo lo 0,5% del suolo alpino", rimarca.  Per quanto riguarda i conflitti in corso in Medio Oriente e Ucraina Debellini spiega auspica svolte positive. "Nel 2024 io mi aspetto segni di pace nel Medio Oriente e qui in Europa. Il turismo ha bisogno di un clima di pace. Anche se ti devo dire che la gente ha meno paura di queste cose come una volta. Fin dopo Natale non c'è stata quasi nessuna disdetta per la nostra struttura sul Mar Rosso", sottolinea.  E   —lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)