Si riaccende la tensione tra Stati Uniti e Cina dopo l’annuncio di un possibile viaggio di Nancy Pelosi a Taiwan. Pechino ha minacciato gravi conseguenze qualora la visita avesse luogo.

Il viaggio

L’annuncio di qualche giorno fa da parte della Speaker della Camera Nancy Pelosi aveva gettato l’amministrazione statunitense nel caos e nell’imbarazzo. La politica infatti non si era consultata né con il presidente Biden né con i vertici della Casa Bianca, prendendo di fatto l’iniziativa in tutta autonomia. Inoltre, la notizia arrivava a pochi giorni dal programmato video incontro tra il presidente Xi Jinping e lo stesso Biden. Date le circostanze non è un caso che la Pelosi stia subendo continue pressioni al fine di evitare possibili incidenti diplomatici.

Qualora avesse luogo, poichè non si hanno ancora date e percorsi certi, questo avrebbe risonanza diplomatica mondiale. Infatti non si registravano visite ufficiali di politici statunitensi nell’isola da circa un quarto di secolo.

L’isola di Taiwan è al centro da anni di serrate dispute internazionali. Formalmente autonoma dalla Cina, di cui condivide lingua e cultura, è al centro dell’attenzione globale soprattutto perché negli anni è diventata di fatto un luogo di importanza economico-strategica fondamentale. Questo è dovuto in larga misura alla natura delle sue esportazioni, le quali sono incentrate in massima parte nella produzione e vendita di componentistica per la micro elettronica quali chip, microchip e sistemi di controllo. Questi prodotti sono oggi fondamentali per la produzione di computer, smartphone, console, ma anche armi, radar e prodotti relativi all’industria bellica.

La reazione cinese

Come era prevedibile, la reazione della Cina è stata molto dura. Il ministro degli esteri Zhao Lijian ha dichiarato che qualora il viaggio avesse luogo, ci sarebbero conseguenze gravi, le quali avrebbero il sicuro effetto di compromettere ulteriormente i già difficili rapporti con gli Stati Uniti.

L’isola di Taiwan è considerata di importanza economica e culturale fondamentale da parte della Cina e dello stesso Xi Jinping, il quale da anni si riferisce ad essa con toni nazionalistici, considerandola di fatto come parte del paese. Per dimostrare questo a livello geopolitico, l’amministrazione cinese ha spesso intensificato l’attività militare nell’area limitrofa allo stato, rendendo tutta la zona altamente sensibile per i delicati equilibri internazionali.