Sono in arrivo quasi cinquecento medici da Cuba per sostenere il sistema sanitario della Regione Calabria, in grave crisi da anni. Lo ha annunciato il Presidente della Regione Roberto Occhiuto dopo aver firmato ieri un accordo con i rappresentanti del governo cubano.

I rinforzi

L’intenzione di Occhiuto alla firma dell’accordo che sancisce la collaborazione tra l’Italia e Cuba attraverso la società ufficiale dei medici dell’isola (Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos) è quella di rinfoltire le forze di tutto il personale sanitario calabrese. Il settore, in grave crisi da oltre un decennio (è commissariato dal 2010), ha visto l’avvicendarsi di diversi manager pubblici che, tra tagli progressivi e incapacità gestionale, hanno lasciato la sanità regionale nel caos.

Il disordine amministrativo è tale che negli ultimi concorsi banditi dalla Regione al fine di assumere personale specializzato i posti disponibili siano andati praticamente deserti nonostante la prospettiva di un inquadramento contrattuale indeterminato. “In tutta Italia, Calabria compresa, le aziende sanitarie cercano disperatamente medici da assumere a tempo indeterminato, ma non ne trovano.” ha affermato Occhiuto, che ha proseguito dicendo che “Il reclutamento è diventato un terno al lotto, difficilmente prevedibile e governabile. In Calabria negli ultimi mesi le abbiamo provate tutte”.

I medici specializzati in arrivo da Cuba, di cui è nota l’eccellenza in campo sanitario, arriveranno in gruppi differenti scaglionati in fasi precise dell’anno. I primi gruppi saranno disponibili già a partire dalle prime settimane di settembre, mentre i successivi continueranno a rimpolpare le forze del personale già presente fino a quando la Regione non riuscirà a reclutare un numero sufficiente di risorse umane da impiegare nei differenti settori della sanità calabrese.

Il Presidente Occhiuto si è detto molto soddisfatto dell’accordo, ed ha affermato che “Siamo soddisfatti per la firma di questo importante accordo, un’opportunità in più per la Calabria, un modo concreto per dare risposte immediate ai bisogni dei cittadini, per erogare in modo adeguato i servizi, per garantire su tutto il territorio regionale presidi sanitari operativi e ospedali funzionanti”.