La vicenda di Alessia Piperno ha nuovamente scatenato gli odiatori seriali e i leoni del web. I giudizi sulla ragazza romana fortunatamente non vanno tutti nella stessa direzione, ma una grossa fetta di internauti, punta il dito contro Alessia accusandola, in buona sostanza, di essersela cercata.

Eviterò di scendere nei dettagli e di prestarmi al gioco dei giudizi ‘tanto al chilo’, lascio ad altri la presunzione di sbandierare una presunta verità, io mi limiterò ad alcune riflessioni.

Chi mi conosce sa bene che sono tutto tranne che femminista: sono convinta che le donne devono guadagnarsi il rispetto e gli onori facendo leva solo sulle proprie forze. Fatta questa premessa, chiedo cosa si sarebbe scritto se al posto di Alessia ci fosse stato un uomo. Perché, a quanto pare, gli uomini possono girare il mondo, viaggiare in solitaria per conoscere nuove culture e nuovi Paesi, una donna no. Una donna che gira da sola per il mondo cerca guai. Non colgo il senso.

La seconda: Alessia era in Iran di ritorno da Pakistan, dove voleva ritornare al più presto. Al momento dell’arresto era vestita nel rispetto delle tradizioni iraniane: per lei era un’abitudine, si adeguava sempre ai costumi del Paese visitato, dimostrazione che non siamo al cospetto di una sprovveduta come alcuni hanno scritto.

In ultimo: Alessia è una travel blogger, gira il mondo per raccontarlo. Non visita Paesi in guerra, non è un’attivista, non ‘cerca rogne’. Accusarla di aver sfidato la sorte è ingeneroso e scorretto.

Per chiudere: Alessia va riporta a casa prima possibile, la Farnesina deve compiere ogni sforzo per ottenere la sua liberazione.

Nessun giudizio su Alessia, come dicevo, ma solo il consiglio per il futuro di fare più attenzione in certi Paesi, soprattutto in determinati momenti, come quello che l’Iran sta vivendo. Un consiglio valido sia per una donna, sia per un uomo: la prudenza non ha genere. A lei un in bocca al lupo affinché riprenda presto il suo viaggio in giro per il mondo.