Fonti ufficiali di Buckingham Palace hanno comunicato che l’incoronazione di Re Carlo III d’Inghilterra avrà luogo il 6 Maggio 2023 nella tradizionale sede dell’abbazia di Westminster a Londra. Nel comunicato si afferma inoltre che il rito, pur mantenendo gli stilemi formali del passato, avrà caratteristiche cerimoniali adatte alla contemporaneità, con uno sguardo, dunque, rivolto al futuro.

La cerimonia

Il prossimo monarca sarà incoronato insieme alla Regina consorte Camilla nella storica sede che solo un mese fa aveva visto la celebrazione del funerale di Stato per la morte della regina Elisabetta II, spirata lo scorso otto Settembre nella dimora scozzese di Balmoral.

La data delle celebrazioni è stata ufficializzata nel comunicato stampa diffuso da Buckingham Palace, ed è stata concordata in concerto con i membri dell’esecutivo della nuova premier Liz Truss, con l’Arcivescovo di Canterbury Justin Welby e le alte sfere della Chiesa Anglicana.

Come si legge nel testo diffuso dal Palazzo Reale, il rituale di incoronazione “rifletterà il ruolo attuale della monarchia e una visione proiettata verso il futuro, pur rimanendo ancorata a una tradizione e a un cerimoniale di lunga data”. Probabilmente, in occasione delle celebrazioni, sarà indetta una giornata di festa in tutto il Regno Unito, anche se sulla possibilità la stessa Truss non ha ancora confermato nulla.

Quella che si prospetta è una cerimonia solenne, nel rispetto dei canoni tradizionali della monarchia britannica, ma con un’attenzione particolare a limitarne eccessive caratterizzazione, nell’ottica di trasmissione di un’immagine (ricordiamo che, come è stato per i funerali della regina Elisabetta II, l’evento sarà seguito probabilmente da un’ordine di grandezza di spettatori superiore al miliardo) maggiormente sobria ed istituzionale.

Il motivo della decisione da parte della famiglia reale è dovuto al fatto che al momento, come in gran parte dei Paesi europei, il Regno Unito sta attraversando un gran numero di difficoltà, prevalentemente socioeconomiche, causate come è noto dallo scenario bellico attualmente in itinere in Ucraina ed aggravate dal combinato effetto della recente pandemia da Coronavirus e dell’uscita della nazione dall’Unione Europea.