Fiducia risicata per Boris Johnson. Nella serata di lunedì, il premier britannico ha dovuto affrontare il voto di sfiducia del Partito Conservatore, da lui guidato. Il 40 per cento dei membri dei Tory si è espresso contro il proprio leader, a cui sono andati soltanto 211 sì a fronte dei 148 no. I numeri rivelano profonde divisioni interne al partito e pongono Johnson in una posizione scomoda.

Il voto di fiducia era stato richiesto da 54 parlamentari conservatori, scontenti per le numerose polemiche che vedevano coinvolto il primo ministro. Tra tutte, lo scandalo per le feste organizzate nella sua residenza tra il maggio del 2020 e l’aprile del 2021, in violazione alle limitazioni in vigore all’epoca e decise dallo stesso governo per contrastare la pandemia da coronavirus.

Johnson ottimista: “Buon risultato per la politica”

Johnson sperava che il voto di fiducia fosse l’occasione giusta per mettere fine alle critiche ricevute e dare nuovo vigore all’azione di governo. Tuttavia, l’esito delle votazioni a scrutinio segreto ha evidenziato le spaccature interne al partito, che potrebbero portare, nei prossimi mesi, a ridefinire l’agenda politica britannica.

Il premier inglese ha commentato il voto in maniera ottimistica, definendolo “un buon risultato per la politica e per il paese”. La realtà, però, sembra diversa e molti sostengono che probabilmente Johnson non riuscirà a restare leader del Partito Conservatore a lungo, proprio come accaduto al suo predecessore. L’ex primo ministro Theresa May affrontò una situazione simile a dicembre del 2018, quando vinse un voto di fiducia con uno scarto di 83 parlamentari, venti in più rispetto a quanto ottenuto da Johnson lunedì. Nel luglio successivo, però, perse la leadership del partito e fu costretta a dimettersi dalla carica di premier.

Il 23 giugno data ad alta tensione

La prossima deadline per Johnson è fissata al 23 giugno. Le due elezioni suppletive previste nei distretti di Wakefield e di Tiverton and Honiton potrebbero aumentare ulteriormente la tensione. Entrambe le elezioni sono state provocate dalle dimissioni di due parlamentari conservatori per via di scandali sessuali. In entrambe il Partito Conservatore viene dato in svantaggio rispetto ai laburisti e ai liberal democratici.