Secondo l’ultimo rapporto dell’Aea, l’Agenzia Europea dell’Ambiente, l’eurozona deve realizzare politiche attive più incidenti per ridurre l’impatto negativo seguente ai cambiamenti climatici. Il documento, che estende la sua capacità previsionale a circa un decennio, ha redatto, contestualmente alle analisi, una statistica che individua i Paesi europei più virtuosi da questo punto di vista.

Il rapporto

Il rapporto dell’Aea ha evidenziato che nei due anni precedenti a quello corrente, in linea generale, il tasso di emissioni rilevate nell’atmosfera è generalmente diminuito rispetto al 2019 (anno di riferimento del documento), anche se nel 2021 si è osservato un lieve aumento di anidride carbonica.

Il report ha confermato con dati ufficiali il fatto che gli obiettivi per il biennio 2020-2022 limitatamente all’implementazione di strategie industriali che prevedano l’utilizzo di energia rinnovabili e alla quantità di emissioni nocive sono stati raggiunti in massima parte da tutti i Paesi europei, anche se sono state osservate variazioni, anche significative, da area ad area.

La diminuzione più marcata di emissioni e di consumi energetici si è osservata soprattutto in Italia, Spagna, Croazia, Repubblica ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Finlandia, Lettonia, Portogallo, Romania e Slovacchia. Da segnalare il fatto che Italia e la Spagna, due tra le economie più significative d’Europa, sono state le uniche a realizzare politiche utili al raggiungimento dell’intero insieme di obiettivi richiesti.

Non si può dire lo stesso per Francia, Germania e Olanda, che non sono riuscite a realizzare i targets che si erano preposti ad inizio del biennio. In particolare, Francia e Olanda hanno mancato gli obiettivi sulle rinnovabili, mentre la Germania quelli relativi all’efficientamento eneretico (soprattutto nel settore edile) e alle emissioni.

Per ovviare al problema, l’Olanda e la Francia hanno stabilito di compensare i propri ritardi trasferendo capitali di supporto all’Ue, mentre la Germania acquisterà quote di emissioni da Ungheria, Bulgaria e Repubblica Ceca.