Rafa Nadal vince il suo 14esimo Roland Garros, un numero diventato “profetico” per il tennista che già qualche giorno fa aveva festeggiatonella capitale francese la quattordicesima Champions League del suo amato Real Madrid.

Oggi pomeriggio lo spagnolo ha battuto nettamente il suo avversario, il norvegese Casper Ruud che affrontava la sua prima finale in uno Slam. Tre set quelli giocati sul centrale del Roland Garros in cui non c’è stata mai partita. I parziali 6-3, 6-3, 6-0 configurano un risultato che non lascia scampo a Ruud. Lui ha 13 anni in meno di Nadal, ma la carta d’identità sulla terra rossa non conta niente quando dall’altra parte c’è lo spagnolo.

Quando si tratta di terra rossa nel prestigioso impianto del Roland Garros, Rafa Nadal non si ferma mai, neanche quando il suo corpo sta cercando di dirgli “basta così”, neanche quando il suo piede dolorante sta provando ad allontanarlo dai campi. Questo pomeriggio ha deciso che i suoi acciacchi fisici non avrebbe avuto la meglio, come anche le voci di un ipotetico addio al tennis. Nadal è un campione dello sport difficile da descrivere con le sole parole perché basterebbe guardarlo su un campo di terra rossa. Oggi ha raccolto tutta la forza possibile per agguantare l’ennesimo record, riscrivendo ancora una volta la storia del tennis: quattordici vittorie su quattordici finali giocate a Parigi.

La terra rossa, elemento chiave della carriera di Nadal

Il tennista maiorchino si porta a casa il 92º titolo della sua carriera, il 22esimo Slam e l’ennesimo trionfo sul Court Philippe Chatrier del Roland Garros. A 36 anni e 2 giorni è diventato il più anziano a vincere il torneo, superando Andres Gimeno, che ci riuscì cinquant’anni fa a 34 anni e 10 mesi. L’Open di Francia è sicuramente il torneo più prestigioso sulla terra rossa, ma Rafa Nadal nella sua lunga e gloriosa carriera ha dimostrato a suon di vittorie che lui non è solo il re del Roland Garros, ma della terra rossa in generale. Per questo gli appassionati gli riconoscono il soprannome di “King of Clay” ed è una storia d’amore che va avanti da quando ha messo piede nel circuito dei professionisti. Sono infatti 63 i tornei conquistati dallo spagnolo sulla terra battuta con numeri da alieno: 472 sono le partite vinte contro solo 46 sconfitte, una percentuale di successo del 91%.