Nel corso della sua catechesi sul discernimento, Papa Francesco ricorda che “è importante rimanere attenti anche alla fase che immediatamente segue la decisione presa, per cogliere i segni che la confermano oppure quelli che la smentiscono”. Queste le parole del Pontefice durante l’udienza generale in Aula Paolo VI.

“Abbiamo visto – prosegue – come il tempo sia un criterio fondamentale per riconoscere la voce di Dio in mezzo a tante altre voci”. “Uno dei segni distintivi dello spirito buono è il fatto che esso comunica una pace che dura nel tempo. Una pace che porta armonia, unità, fervore, zelo”, aggiunge Francesco.

“La vita spirituale è circolare: la bontà di una scelta è di giovamento a tutti gli ambiti della nostra vita. Perché è partecipazione alla creatività di Dio. Possiamo riconoscere alcuni aspetti importanti che aiutano a leggere il tempo successivo alla decisione come possibile conferma della sua bontà”.

“Un primo aspetto è se la decisione viene considerata come un possibile segno di risposta all’amore e alla generosità che il Signore ha nei miei confronti”, ricorda il Papa che aggiunge: “un altro buon segno di conferma è il fatto di rimanere liberi nei confronti di quanto deciso, disposti a rimetterlo in discussione, anche a rinunciarvi di fronte a possibili smentite, cercando di trovare in esse un possibile insegnamento del Signore”.

Possiamo amare solo nella libertà

Papa Francesco invita i fedeli presenti in Aula Paolo VI a vivere ogni cosa con libertà. “La possessività – ammonisce il Pontefice – è nemica del bene e uccide l’affetto: i tanti casi di violenza in ambito domestico, di cui abbiamo purtroppo notizie frequenti, nascono quasi sempre dalla pretesa di possedere l’affetto dell’altro, dalla ricerca di una sicurezza assoluta che uccide la libertà e soffoca la vita, rendendola un inferno”.

Francesco rimarca una grande verità del cristianesimo: “Possiamo amare solo nella libertà, per questo il Signore ci ha creato liberi, liberi anche di dirgli di no – afferma Bergoglio – Offrire a Lui ciò che abbiamo di più caro è nel nostro interesse, ci consente di viverlo nella maniera migliore possibile e nella verità, come un dono che ci ha fatto, come un segno della sua bontà gratuita, sapendo che la nostra vita, così come la storia intera, è nelle sue mani benevole”.

Ucraina provata dalla brutalità della guerra

A margine dell’udienza generale, il Papa ha ricordato che “domani ricorre la Solennità dell’Immacolata Concezione: con lo sguardo rivolto alla Vergine Maria, siate sempre audaci nel promuovere i valori dello spirito”, ha esortato rivolgendo poi un pensiero all’Ucraina. “A Lei, madre dolcissima, chiediamo di essere conforto per quanti sono provati dalla brutalità della guerra, specialmente per la martoriata Ucraina”.

Ricordo sterminio ebrei susciti propositi di pace

Durante i saluti in lingua polacca, il Papa ha ricordato che “lunedì scorso il Centro per le Relazioni Cattolico-Ebraiche dell’Università Cattolica di Lublino ha commemorato l’anniversario dell’“Operazione Reinhardt”. Essa, durante la Seconda Guerra Mondiale – ha aggiunto Bergoglio – ha provocato lo sterminio di quasi due milioni di vittime, soprattutto di origine ebraica. Il ricordo di questo orribile evento susciti in tutti propositi e azioni di pace”.