(Adnkronos) – 29 dicembre 2023.“La vostra comunità, già a partire dalla costruzione dell'edificio, esprime il forte legame che desiderate avere con la comunità dei santi. Infatti, la bella facciata della vostra Chiesa parrocchiale racchiude le nicchie che ospitano le statue dei santi Giovanni Battista, Ippolito, Cassiano e Antonio da Padova. Mentre internamente sono presenti gli affreschi di S. Giorgio, di S. Ilario di Poitiers, e l'effige della Madonna del Carmelo.” Così iniziava la lettera del Santo Padre inviata il 23 agosto dello scorso anno in occasione della Settimana Gerardiana e del centenario della consacrazione della chiesa parrocchiale. Nell’anno 2024 ricorre, infatti, il centenario della consacrazione della chiesa dedicata ai Santi Martiri Ippolito e Cassiano, consacrata dall’allora vescovo di Como Menicatti il 5 gennaio 1924.Dopo cento anni, alle ore 17 di venerdì 5 gennaio il cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, presiederà il pontificale solenne alla presenza dei fedeli e delle associazioni e autorità invitate. Al termine della messa e visitando la chiesa, i fedeli potranno conseguire ancora l’Indulgenza plenaria alle condizioni dettate dalla Santa Sede e i malati -e tutti coloro che siano impossibilitati a partecipare personalmente – potranno ugualmente fruire del dono dell’Indulgenza plenaria,fino domenica 28 gennaio 2024. “La nostra parrocchiale è stata consacrata alla vigilia della festa dell’Epifania, una festa che ci invita a riscoprire la bellezza delle pietre della parrocchiale e la nostra bellezza.La celebrazione di questo centenario offre alla comunità lo spunto per interrogarsi sul proprio essere pietre vive che cercano Colui che cerca, pietre vive che edificano rapporti di qualità, pietre vive che hanno il coraggio di non rimanere attaccate a comode abitudini e alle proprie idee ma che hanno il coraggio di farsi provocare dalla fede e dalla gioia e di ritornare a vivere ‘per un’altra strada’, con il cuore cambiato come quello dei pastori e dei Magi” riflette il parroco, don Flavio Crosta.  Alla fine del XIX secolo, con l’aumento della popolazione di Olgiate, la chiesa parrocchiale risultava insufficiente ad accogliere i fedeli per le celebrazioni. Si cominciò a masticare l’idea che si dovesse pensare a costruire una nuova chiesa, prima in una località differente, e, dopo dell’arrivo del nuovo parroco, don Lorenzo Sterlocchi, il 30 settembre 1888, si prese la decisione che essa dovesse sorgere sulle fondamenta della precedente già dedicata ai Santi Martiri Ippolito e Cassiano,racconta il prof. Mario Mascetti. Riporta anche le parole di don Sterlocchi su S. Gerardo e il paese di Olgiate (Como,1903) relative alla chiesa precedente: “nella sua origine doveva essere assai bella ed elegante; ma gli ingrandimenti, le aggiunte ed i ristauri fatti con poco buon gusto la deformarono, che la sua primiera struttura era al tutto scomparsa e non rimanevano che quattro mura nude, mal costrutte e sgretolate per modo che per ben due volte bisognò puntellarle e ripararle.” Ricorda il prof. Mascetti che l’impresa intimoriva, ma nell’anno 1889 però, abbandonati i dubbi, sperando nella generosità della popolazione e nella Divina Provvidenza, si diede principio all’opera: si nominò una Commissione dirigente perché studiasse i mezzi per venire a capo dell’opera; ed una Sotto-Commissione operante che eseguiva le proposte. La popolazione, incoraggiata dal buon esito della colletta e delle donazioni, nei due anni successivi trasportò sul piazzale un’immensa quantità di pietre. La nuova parrocchiale misura 54 metri in lunghezza, 12 metri in larghezza, 33 metri in altezza (al cupolino). Il progettista, l’Ingegnere Cav. Bianchi Luigi di Como, ha voluto includere nel progetto un «ricordo» della vecchia chiesa, trasferendo nella nuova il modello di finestrone a mezza luna che c’era nella facciata e dietro il coro, e inserendo alcune decorazioni originali in pietra nella facciata a nord.Nel 1921 si iniziarono le opere di decorazione pittorica che coinvolsero importanti nomi dell’epoca: il milanese Luigi Valtorta, Fedele Martinelli, il torinese Luigi Morgari. Il prevosto don Giovanni Cellina seguì il completamento dei lavori, lasciandoci testimonianza dei giorni della consacrazione, che furono occasione di grande festa per la comunità olgiatese e limitrofa tra processioni animate dai corpi musicali di Olgiate, Lurate e Seregno, tra archi trionfali allestite dalle contrade, messe cantate e prediche di canonici illustri. Ancora oggi si vedono sulle facciate della chiesa parrocchiale di Olgiate Comasco le pietre vive che l’hanno costruita con semplicità, fede, audacia e amore: dietro ogni pietra c’è il sacrificio della Chiesa locale che è cresciuta attorno ai gesti semplici e genuini, ma pregni di devozione e fede e dopo cento anni la comunità li celebra con la stessa semplicità e fede.  —immediapresswebinfo@adnkronos.com (Web Info)