È già partito il toto nomi per il possibile governo a guida centro destra, con azionista di maggioranza il partito di Giorgia Meloni. Fratelli d’Italia, come è noto, ha accumulato una percentuale di voti superiore agli alleati, e per questo dirigerà le danze.

I possibili scenari

Ovviamente, qualsiasi tipo di riflessione risulta essere del tutto prematura, nella misura in cui siamo in una fase embrionale del processo di formazione del nuovo esecutivo. Tuttavia, dopo un paio di giorni di riposo a seguito delle turbolente giornate di domenica e lunedì, sembra che la leader di FdI si sia già messa formalmente all’opera.

Prima di tutto, la Meloni dovrà scegliere, in comunione con i relativi alleati, a chi andrà la presidenza della Camera e del Senato. Le ipotesi che si aprono limitatamente alle nomine sono legate a doppio filo con la composizione della lista dei ministri, mentre si vocifera parallelamente della possibile reintroduzione della figura del vicepremier (organo di rappresentanza introdotto in occasione del governo Conte I), che potrebbe essere assegnata ad Antonio Tajani e Matteo Salvini, attualmente impegnato al congresso della Lega per commentare il deludente esito delle elezioni. Un incontro con i due è programmato nelle prossime ore.

Una cosa è certa, per quanto riguarda la scelta dei ministri, per dirla con Crosetto “la cosa che si aspetta il Paese è che siano scelte le persone migliori. Non dico le persone migliori in assoluto, ma persone che intanto vadano al ministero lunedì mattina alle 8 e ci stiano almeno fino al venerdì alle 19, che si studino i dossier”, soprattutto per quelli che attualmente sono ritenuti i posti chiave, ovvero sia Esteri, Economia e Difesa. 

Con il passare delle ore gli analisti e gli esperti di politica stanno cercando di capire a chi andranno i posti di maggior rilievo del nuovo governo, anche se alcuni nomi stanno circolando con maggiore insistenza rispetto agli altri. Tra questi c’è sicuramente il numero due di Forza Italia Antonio Tajani, in pole per addirittura tre posizioni  (vicepremier, ministro degli Esteri o della Difesa) e che, a seconda delle configurazioni future, potrebbe essere sostituito da Giulio Terzi di Sant’Agata agli Esteri o da Guido Crosetto alla Difesa.

Per quanto riguarda invece i ministeri dell’Economia e dell’Interno, sembra che per queste collocazioni i nomi più accreditati siano, rispettivamente, quelli di Fabio Panetta, economista di rilievo alla Banca Centrale Europea e di Matteo Piantedosi, capo di gabinetto ai tempi in cui Salvini era al Viminale. Abbastanza sicura invece la nomina dell’ex magistrato Carlo Nordio al ministero della Giustizia, mentre si vocifera di una possibile discesa in campo alla Sanità per Letizia Moratti, attualmente in pole per governare la Regione Lombardia alle prossime Regionali.