Proseguono gli impegni internazionali per il neo eletto Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che attualmente è nella città egiziana di Sharm el-Sheik per partecipare al summit delle Nazioni Unite Cop27, incentrato, come noto, sulle problematiche legate al cambiamento climatico. La leader di Fratelli d’Italia è il primo premier italiano che si reca nel Paese arabo dopo la tragica scomparsa del ricercatore italiano Giulio Regeni, avvenuta in circostanze controverse otto anni fa.

Il meeting

Giorgia Meloni interverrà nella seduta plenaria nel pomeriggio, dove con tutta probabilità ribadirà l’impegno del nostro Paese a partecipare allo sforzo collettivo, preso dall’Unione Europea, nel contrastare l’aumento dei gas serra.

Nei negoziati a Sharm le posizioni dei Paesi membri saranno strettamente coordinate in ambito europeo, tuttavia, già alla vigilia, l’assenza di Cina, Russia e India, fra i primi per emissioni di anidride carbonica, fa temere per il raggiungimento degli obiettivi della Conferenza.

Il summit è sì il terreno ideale per discutere di grandi temi globali come il cambiamento climatico, ma è anche un’occasione per intessere relazioni internazionali a latere della manifestazione vera e propria.

Meloni, che è arrivata nella città egiziana ieri sera, è accompagnata dal Ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, mentre fonti anonime sostengono che sono in programma vertici bilaterali tra la leader e il premier tedesco Olaf Scholz, quello britannico Rishi Sunak, quello francese Emmanuel Macron e, soprattutto, quello egiziano al-Sisi.

Il possibile incontro con il premier egiziano risulta essere infatti di primaria importanza da diversi punti di vista. Da una parte, l’Egitto rappresenta per l’Italia una formidabile potenza con cui dialogare limitatamente al discorso energetico (ricordiamo i pesanti interessi che l’italiana Eni ha nell’area limitrofa al Paese), mentre dal punto di vista di immagine politica, qualsiasi tentativo di comunicazione sarà potenzialmente compromesso dalle recenti vicissitudini legate alla scomparsa del ricercatore friuliano Giulio Regeni e dell’attuale detenzione dello studente bolognese Patrick Zaki.

Immediatamente dopo l’insediamento del neo eletto esecutivo, lo stesso al-Sisi aveva inviato a Meloni le congratulazioni, augurandosi contestualmente di poter sviluppare delle proficue relazioni tra le due nazioni, ma bisogna ricordare che attualmente l’Italia si è costituita parte civile nel processo che si sta celebrando a Roma contro i presunti agenti segreti egiziani coinvolti nella sparizione di Regeni.