La conquista totale del Donbass da parte di Mosca è sempre più vicina. Le truppe russe intanto aggiungono un nuovo tassello tra i territori occupati. Poche ore fa infatti il ministero russo della Difesa russo ha comunicato che le truppe hanno conquistato la città di Lysychansk, ultimo avamposto controllato da Kiev, e l’intera regione del Lugansk nell’Ucraina orientale.

Fin dalla giornata di ieri sono arrivate da Lysychansk notizie discordanti. Il leader ceco Kadyrov aveva annunciato che la città era circondata e che i russi erano entrati nel centro abitato. Ma Kiev ha negato qualsiasi vittoria da parte dei russi. «La battaglia per il Donbass non è ancora finita: anche se la Russia conquista tutto il Lugansk non siamo al game over». Queste le parole del portavoce del ministero della Difesa ucraino, Yuriy Sak, alla Bbc. Ha anche aggiunto che ci sono «altre grandi città nell’area del Donbass, in particolare nella regione di Donetsk» che sono sotto il controllo delle forze armate ucraine. «Queste sono città che negli ultimi due giorni sono state bersaglio di severi attacchi missilistici, bombardamenti di artiglieria», ha detto. La sconfitta degli ucraini non era ancora avvenuta ma un funzionario del governo ucraino aveva predetto che la città del Donbass sarebbe caduta in mano russa nel giro di poco tempo.

La reazione delle forze armate ucraine

Mentre i territori dell’Ucraina orientale sono caduti sotto i colpi russi, gli ucraini stanno portando avanti una nuova controffensiva per tentare di riconquistare le zone occupate. A Chornobayivka, centro vicino Kherson nel sud est dell’Ucraina, le forze armate ucraine hanno fatto saltare in aria un magazzino di munizioni russe. Lo ha reso noto l’amministratore militare regionale di Odessa Serhiy Bratchuk su Telegram.

Alle prime luci del giorno si sono verificate potenti esplosioni intorno all’aeroporto di Melitopol, città nel sud-est del Paese occupata, dove sono stanziate le truppe della Federazione. Sull’area si è alzata un’enorme colonna di fumo visibile anche a decine di chilometri da Melitopol. Intanto i media ucraini hanno comunicato che i civili non hanno potuto accedere ai rifugi antiaerei perché le forze russe li hanno chiusi tutti e molti residenti starebbero tentando di lasciare la città.

Peskov: “L’Occidente ostacola la pace”

Intanto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha puntato il dito ancora una volta contro l’Occidente che ostacola un’eventuale pace tra Ucraina e Russia. «Questo è il momento in cui i Paesi occidentali stanno scommettendo sulla continuazione della guerra. Questo significa che l’Occidente, sotto la guida di Washington, non permette agli ucraini di pensare, di parlare di pace». Ha concluso dicendo: «Prima o poi il buon senso in Occidente prevarrà e i negoziati sull’Ucraina riprenderanno» sottolineando però che prima che il processo negoziale riprenda, l’Ucraina dovrà «ancora una volta comprendere le condizioni di Mosca».