Lo Ius scholae è l’argomento caldo di questa rovente estate. La proposta divisiva, che minaccia la già precaria tenuta del governo di unità nazionale, è arrivata in Parlamento dopo che, nella giornata del 9 marzo scorso, la Commissione Affari Costituzionali alla Camera ha dato parere favorevole al testo presentato dal deputato 5 Stelle Giuseppe Brescia. Immediatamente, è diventata anche la battaglia del PD. I dem puntano a far approvare la legge prima del termine della legislatura, senza tener conto che un tema così delicato esula completamente dallo scopo con cui è nato questo governo: occuparsi di pandemia e PNRR.

Cosa prevede lo Ius Scholae

Il testo di Brescia, che verrà discusso lunedì alla Camera insieme alla legalizzazione della cannabis, prevede che possa fare richiesta per la cittadinanza chi sia arrivato in Italia prima di aver compiuto 12 anni e porti a termine un percorso scolastico di 5 anni.

A differenza delle proposte riguardanti lo Ius soli, che prevedono l’acquisizione automatica della cittadinanza per chiunque nasca in quel paese, lo Ius Scholae prevede “l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte del minore straniero, che sia nato in Italia o vi abbia fatto ingresso entro il compimento del dodicesimo anno di età e che risieda legalmente in Italia, qualora abbia frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale, uno o più cicli scolastici presso istituti appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale. Nel caso in cui la frequenza riguardi la scuola primaria, è necessario aver concluso positivamente il corso medesimo.”

La cittadinanza si acquista a seguito di una dichiarazione di volontà, resa entro il compimento della maggiore età dell’interessato da un genitore legalmente residente in Italia o da chi esercita la responsabilità genitoriale, all’ufficiale dello stato civile del comune di residenza del minore.

Se il genitore non ha trasmesso la dichiarazione di volontà, questa può essere trasmessa dal figlio entro due anni dal compimento della maggiore età.

Scontro Salvini-Letta

Mentre i dem spingo per l’approvazione del testo, la Lega frena ed è scontro tra Matteo Salvini ed Enrico Letta. Il leader leghista ha presentato 1500 emendamenti, pur di bloccare il provvedimento. Ma il Nazareno non ci sta: Enrico Letta, parlando alla Direzione, ha dichiarato che il Pd “non arretra di un millimetro” su un testo che, sottolinea, non assicura solo “diritti”, ma corrisponde a un “interesse nazionale”, per un Paese che vive una crisi demografica drammatica. Si guarda ai cosiddetti diritti civili, quindi, pur di non affrontare questioni più urgenti e importanti come il diritto al lavoro.