La corsa per l’elezione della nuova presidenza e giunta regionale lombarda ha un primo nome ufficiale, quello dell’ex ministro e dirigente Letizia Moratti, che correrà per il Terzo Polo. A darne l’ufficializzazione lo stesso leader del gruppo Carlo Calenda in un post sui suoi profili social, dopo l’intervista concessa a Repubblica nei giorni scorsi che aveva fatto preludere gli addetti ai lavori ad una conclusione che oggi appare sostanzialmente scontata.

Una candidatura attesa 

Della candidatura di Letizia Moratti alla guida della Lombardia se ne parlava da mesi. La caratura professionale e istituzionale della figura, unita ai plurimi attriti che si erano registrati nel corso dell’ultimo anno con l’attuale governatore in quota Lega Attilio Fontana, avevano fatto presagire uno scenario di questo genere.

A nulla sono valse le lusinghe, sostengono voci di corridoio, che la neo eletta premier Giorgia Meloni le aveva fatto per inglobarla nella squadra di governo (probabilmente in qualità di Ministro della Salute, data la sua esperienza come vicepresidente e assessora al welfare lombardo durante la pandemia), Letizia Moratti aveva le idee chiare da tempo.

Il suo è stato infatti un piano progettato accuratamente e fatto di relazioni che la manager ha intessuto in mesi e mesi di incontri. Sembra che la Moratti correrà attraverso una lista civica ampiamente sostenuta, come si è detto, dalla coalizione del Terzo Polo (costituita da Azione di Carlo Calenda e Italia Viva di Matteo Renzi), anche se non è da escludere la presenza di altre forze vicine all’area moderata che la candidata nelle intenzioni vorrebbe incarnare.

“Il centrodestra non c’è più. Lo si è visto anche con i primi provvedimenti del governo. Questa è una destra che, a furia di alzare muri, ci chiude tutti in un recinto. Ci vuole un approccio nuovo, una sintesi innovativa tra riformismo e pragmatismo. Mi rivolgo anche al Partito Democratico e a tutte le altre forze politiche che vogliono interpretare questa fase nuova di cambiamento. Ci vuole un approccio nuovo, più laico, una sintesi innovativa tra riformismo e pragmatismo”, aveva dichiarato la Moratti nella famosa intervista al quotidiano Repubblica. 

Nelle intenzioni dell’ex Ministro dell’Istruzione, la lista dovrebbe strutturarsi intorno ad un campo molto esteso di forze politiche, dal Terzo Polo al Partito Democratico,  per fronteggiare la coalizione avversaria di centrodestra, che alla notizia della sua candidatura ufficiale ha reagito con prevedibile rifiuto.

La Moratti è infatti donna e simbolo della stagione del berlusconismo, figlia ed interprete di un’aristocrazia lombarda quasi scomparsa, fatta di capacità imprenditoriale, spregiudicatezza ed eleganza, pertanto un suo sostegno al mondo moderato vicino alla sinistra stride a chi da sempre la annovera tra le personalità più autorevoli della destra del Nord Italia.

Nel frattempo, il Partito Democratico, potenziale ago della bilancia in una partita che, a quanto riferiscono tutti gli istituti di sondaggistica politica, sembra già vinta (Moratti è infatti avanti a tutti gli ipotetici candidati in qualsiasi scenario previsto), è in attesa di capire come comportarsi.

Il gruppo risulta essere infatti lacerato tra la volontà di percorrere la strada autonoma, rivendicando un nome proprio (Cottarelli in pole) e un’ala più realista che vorrebbe appoggiare il progetto per non deludere un elettorato già ampiamente deluso dall’esito delle urne.