Dopo che Zelensky ha portato il proprio messaggio collegandosi nelle aule governative delle principali potenze dell’Occidente, ora è la volta di un leader occidentale. Boris Johnson è, infatti, il primo tra i leader mondiali a parlare in videoconferenza alla Rada, il parlamento di Kiev. Per l’occasione in aula è tornato, per la prima volta dal 24 febbraio scorso, anche il Presidente ucraino, accolto da una lunga standing ovation da parte dei presenti.

“Sanzioni troppo lente”

In collegamento da Londra, Johnson ha rivolto un pensiero alla popolazione ucraina colpita dal conflitto. “I vostri figli e nipoti diranno che gli ucraini hanno insegnato al mondo che la forza bruta di un aggressore non conta nulla contro la forza morale di un popolo determinato a essere libero”. “Quello che il Regno Unito sta facendo, e ha fatto dall’inizio della crisi – continua Johnson – è guidare il mondo nell’aiutare gli ucraini a proteggersi dall’aggressione barbarica di Vladimir Putin”. Durante la conferenza, le cui parole sono state ispirate dal celebre discorso alla Camera dei Comuni di Churchill nel 1940, ha toccato vari punti, soffermandosi sul tema delle sanzioni. “Sono state imposte in tempi troppo lenti e troppo tardi, abbiamo fallito collettivamente”. Boris Johnson infine ha annunciato un nuovo pacchetto di aiuti militari del valore di 300 milioni di sterline.

Partygate: Johnson in attesa del verdetto elettorale

In questo periodo, però, l’Ucraina non è il solo pensiero per il primo ministro britannico. In attesa delle elezioni amministrative in programma tra due giorni, Johnson è tornato a parlare al talk show mattutino “Good Morning Britain”. Il leader ha sottolineato ancora una volta di ritenersi un uomo politico “onesto”, rispondendo alle accuse di disonestà che le opposizioni – soprattutto quelle dei Labour – gli muovono da mesi. Al centro delle polemiche c’è lo scandalo Partygate, così soprannominato per indicare gli incontri organizzati a Downing Street in violazione delle restrizioni anti-Covid in vigore fra il 2020 e il 2021. Il premier Tory britannico ha ammesso di aver detto delle inesattezze in passato al Parlamento, ma d’averlo fatto in buona fede. Johnson, replicando alla giornalista in studio, ha sottolineato di aver presentato le proprie scuse alla Camera dei Comuni, mettendo in chiaro che non intende dimettersi, nonostante l’opinione pubblica lo consideri un bugiardo.