E’ morto un bambino di 12 anni schiacciato dal muletto che guidava nell’azienda agricola di famiglia. A Sant’Andrea in Bagnolo, provincia Cesena, inutile il tempestivo arrivo dei soccorsi che hanno dovuto constatare la morte del bambino.

Sono bastati pochi metri per perdere il controllo del veicolo che si è rovesciato su se stesso, sembra per colpa di un fosso a bordo strada. Il giovane stava trasportando cassette della frutta e verdura raccolta in mattinata. Subito dopo la tragedia gli inquirenti hanno avviato le indagini. Sono stati già sentiti tutti i presenti all’interno dell’azienda agricola, compresi i genitori. Sarà da capire il motivo per il quale il dodicenne si trovasse alla guida del mezzo e sopratutto se fosse già successo in passato, violando quindi i divieti imposti dalla legge.

“Il lavoro non è un gioco d’azzardo” affermava il Presidente Mattarella il primo maggio in occasione della festa dei lavoratori. Il lavoro non può essere accostato al gioco, come viene dimostrato da questo caso di cronaca. Un padre è giusto che faccia giocare il figlio ma non quando esso è altamente pericoloso. Guidare un muletto può essere un motivo per condividere la giornata di lavoro insieme ai figli, non però se questo porta a degli alti rischi. La guida di certi veicoli è regolamentata proprio perchè servono delle competenze specifiche. Ogni cosa ha il suo tempo. E’ normale che un genitore riversi sui figli le proprie speranze e passioni, mostrarli il proprio lavoro e indirizzarli verso di esso. La tragedia che sta vivendo la famiglia del giovanissimo nel cesenate è un qualcosa che nessun genitore vorrebbe mai vivere. Forse anche il lavoro stesso è un problema nella vita di un genitore che in certe occasioni deve accontentare le richieste del figlio senza pensare alle conseguenze. Questo però non giustifica il fatto che un dodicenne non debba stare su un muletto. Per trasmettere bisognerebbe utilizzare metodi più “giocosi”: prendendo in esempio un’azienda agricola, il sistemare la frutta e verdura in una cassetta, contare quanti pezzi entrano in una cassetta e così via. Far interagire i bambini con metodi che li tengano occupati in modo sicuro e costruttivo. Il lavoro non è un’azzardo, anche perchè i decessi sul luogo di lavoro negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, sono aumentati in maniera vertiginosa. Bisognerebbe educare le generazioni future al tema della sicurezza sul lavoro e su come migliorare la qualità di esso, non azzardare mascherandolo come un gioco.