Domani sera si terrà a Tirana la finale di Conference League tra As Roma e Feyernoord e i tanti tifosi della Capitale si stanno organizzando per vederla a casa o magari allo Stadio Olimpico dove la società giallorossa ha fatto installare dei maxischermi.

Ma alla vigilia di una serata sportiva così importante per molti romani arriva l’ennesima beffa da parte dell’azienda dei trasporti capitolini. L’Atac infatti ha fatto sapere che domani sera il servizio dei mezzi pubblici terminerà alle 22.00. Il disagio è quindi dietro l’angolo per tutti i lavoratori che tornano tardi a casa, per i turisti presenti in città ma anche per gli stessi tifosi che magari vorrebbero recarsi all’Olimpico con i mezzi pubblici ma questa possibilità sfuma perché non troveranno nessun bus o tram da prendere per tornare alle proprie dimore. Ad oggi sono oltre 40mila i tagliandi venduti per accedere all’impianto sportivo (tutto l’incasso sarà devoluto in beneficienza) e per recarsi allo stadio le persone saranno obbligate a prendere le loro automobili, i loro scooter mettendo in ginocchio una città la cui viabilità è già messa a dura prova tutti i giorni.

La decisione presa dall’Atac, avallata dall’amministrazione capitolina e dalla questura, però non è sorprende chi soprattutto usufruisce del servizio ogni giorno. C’è già un precedente. Un problema di questo tipo si era verificato anche la sera della semifinale di ritorno di Conference League, il 5 maggio scorso. Già a partire dal pomeriggio di Roma-Leicester, sulle app che indicano gli arrivi e le partenze dei mezzi pubblici arrivò una notifica che annunciava una riduzione drastica della circolazione di bus e tram “a causa di un evento sportivo allo Stadio Olimpico”. Praticamente a Roma, rispetto alle grandi città di tutto il mondo, la situazione si capovolge e invece che intensificare il trasporto pubblico si decide di ridurlo, costringendo le persone a mettersi in macchina e bloccare le vie della Capitale. Previsione che, ovviamente, si è avverata.

Alla fine, domani sera, che si voglia tornare a casa delusi o si vada a festeggiare in giro per la città il risultato non cambia: si deve tornare a piedi.