Nelle prove ufficiali del Gran Premio di Singapore, sul circuito di Marina Bay, Charles Leclerc si aggiudica la sua ottava pole position della stagione e partirà dunque al palo nella gara di domenica. Il ferrarista, dopo una sessione di prove a dir poco rocambolesca, ferma il cronometro sul tempo di 1’49″412, precedendo di 22 millesimi il messicano Sergio Perez della Red Bull e di 54 Lewis Hamilton su Mercedes. Quarto l’altro pilota della Rossa, Carlos Sainz, mentre partirà soltanto ottavo il leader della classifica mondiale Max Verstappen, protagonista negli ultimi minuti del Q3.

Leclerc piazza la pole mentre la Red Bull si sabota da sola

Su una pista resa ancora non completamente asciutta dopo la  pioggia caduta durante le terze prove libere, i piloti si sfidano a suon di tempi che si abbassano continuamente, ma non mancano i problemi nel controllare la vettura con le gomme intermedie. La prima vittima illustre delle qualifiche è l’inglese George Russell, fuori nel Q2 per una manciata di millesimi. Nel Q3 tutti i piloti montano le gomme da asciutto e la pista migliora giro dopo giro, portando a un carosello di tempi sempre migliori. Leclerc piazza il miglior riscontro cronometrico a due minuti dalla fine, quando accade l’imponderabile in casa Red Bull. Verstappen, che faceva registrare parziali record nei primi due settori, alza il piede e si lancia di nuovo per un ultimo giro, probabilmente convinto che Leclerc avrebbe avuto comunque tempo per migliorare ulteriormente il suo tempo. L’olandese è in vantaggio anche stavolta, ma a poche curve dalla fine il team lo richiama ai box, regalando di fatto la pole alla Ferrari. Il campione del mondo in carica non la prende per nulla bene e si esibisce in un team radio pieno di parolacce, mentre il Team Principal Horner rimanda a più tardi le spiegazioni sullo stop improvviso, dovuto a un livello di benzina troppo basso, che non avrebbe permesso comunque di validare i tempi del Q3.

L’inchiesta sul budget cap manda in tilt la Red Bull

Insomma, c’è nervosismo nel team austriaco, il che è anche comprensibile visti gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sul rispetto del budget cap. Le indiscrezioni sulle valutazioni economiche della passata stagione indicano che la scuderia austriaca potrebbe aver speso di più di quanto previsto dal regolamento. Una situazione che, se confermata, potrebbe portare a pene anche pesanti, visto che il budget cap è parte integrante della “nuova” Formula 1, votata a una maggiore competitività e che vuole impedire che le scuderie con mezzi economici più importanti possano avere vantaggi sulle altre. La FIA ha spiegato che la valutazione è ancora in corso, ma Ferrari e Mercedes chiedono il pugno duro nei confronti dei rivali. Il rischio per la Red Bull che eventuali violazioni per il 2021 possano costare il Mondiale vinto da Verstappen ad Abu Dhabi, ma anche che irregolarità sul budget per la stagione in corso portino a penalizzazioni nella classifica stagionale. Dunque, gli animi nel motorhome dei tori con le ali potrebbero non essere serenissimi anche per questo motivo. E intanto, la Ferrari e Leclerc ringraziano.