Energia e ambiente sono tematiche intrinsecamente legate e che mai come in questo periodo storico richiedono risposte efficienti e concrete da parte del mondo politico e istituzionale. Crisi energetica e cambiamento climatico, le cui conseguenze sono ormai sotto gli occhi di tutti, stanno accelerando la necessità di attuare politiche attive per la transizione verde. Vediamo come i principali partiti italiani, in vista del voto di fine settembre, hanno intenzione di affrontare questa complessa questione.

Gli approcci

Gli approcci al tema dell’energia e dell’ambiente nella politica del nostro Paese si dividono essenzialmente in due visioni profondamente differenti tra loro. La prima prevede un atteggiamento interventista alla questione, cercando di affrontare i problemi o stimolando la produzione di impianti specifici, o cercando di sfruttare al massimo le riserve energetiche già presenti sul suolo nazionale (per rendersi maggiormente indipendenti da Paesi fornitori). La seconda invece punta tutto su un approccio conservativo, tutto incentrato più che su politiche industriali, su processi di riconversione e adattamento date le circostanze attuali.

Centro Destra

Se osserviamo il programma elettorale del Centro Destra, notiamo che domina il primo approccio. Si propone infatti un massiccio ricorso alla produzione energetica nazionale attraverso la costruzione di impianti di ultima generazione, anche e soprattutto quelli che sfruttano, in modo pulito e sicuro, l’energia nucleare. Inoltre, è prevista una strategia nazionale di ricerca, sviluppo e conservazione delle fonti energetiche già presenti nel Paese. Grandi sforzi sono calcolati per la realizzazione di moderne strutture per il riciclo dei rifiuti (come i termovalorizzatori) al fine di ridurre i conferimenti in discarica e per trasformare gli scarti in energia rinnovabile.

Terzo Polo

Simile in termini di intenti il programma elettorale del Terzo Polo, che prevede da una parte la costruzione immediata di rigassificatori (strutture in grado di convertire in gas altre forme di energia), dall’altra si pone come obiettivo quello di aumentare sensibilmente la produzione nazionale di gas riattivando e rinnovando gli impianti già esistenti. Contemplato anche qui il ricorso al nucleare pulito, visto come il vero contributo energetico in grado di portare ad una sostanziale riduzione delle emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera (si stima il 55% in meno in otto anni).

Movimento 5 Stelle

Radicalmente diverso il programma elettorale del Movimento 5 Stelle. I grillini, in linea con la visione filosofica-economica della “decrescita felice”, propongono infatti di adattare il tessuto sociale e industriale del Paese alla situazione attuale, tendendo ad un modello sostenibile di consumo energetico che prevede un massiccio potenziamento dell’energia rinnovabile e una riduzione drastica dei consumi (spesso si parla di “società 2000 Watt”).

Partito Democratico

Anche il Partito Democratico punta tutto sulle rinnovabili, proponendo la costruzione di parchi ecosostenibili che, nelle loro previsioni, dovrebbero portare alla creazione di mezzo milione di posti di lavoro. Tuttavia, se si legge il programma, si nota che l’approccio del PD è meno radicale di quello del M5S nella misura in cui prevede la costruzione dei rigassificatori (come per il Terzo Polo), anche se concepiti come transitori. Previsti inoltre interventi di riforma del sistema fiscale per realizzare un piano nazionale per il risparmio energetico.