Joe Biden sempre meno amato dagli americani. Ci mancava solo la guerra in Ucraina a far crollare i consensi del presidente americano, già in caduta libera nei sondaggi.

L’ultima stoccata al numero uno della Casa Bianca non è arrivata dai Repubblicani, ma la quotidiano liberal Washington Post, di proprietà di Jeff Bezos. Il proprietario di Amazon ha mal digerito la notizia delle restrizioni che l’amministrazione Biden vorrebbe imporre alle Big Tech e non ha esitato a utilizzare le pagine del suo giornale per infliggere un altro colpo al già precario presidente.

L’economia americana sta facendo i conti con l’inflazione, che minaccia di aggredire gli Stati Uniti come sta avvenendo in Europa. Ma i grandi dell’industria e i mercati finanziari non ci stanno.

Biden, dal canto suo, anziché assumersi la responsabilità di una gestione fallimentare del Paese, tanto in politica estera quanto interna, ha puntato il dito contro i repubblicani. Il presidente ha accusato gli avversari di non avere piani per migliorare la situazione. Come se i piani dovesse averli l’opposizione anziché la maggioranza, ovvero il suo partito, finora dimostratori incapace di contenere i costi.

Gli americani sono alle prese con la peggiore inflazione degli ultimi 40 anni, alimentata dai continui aumenti del prezzo di benzina, cibo e affitto. Le strategie di Biden per contrastare i rincari si sono rivelate inconsistenti se non addirittura inefficaci.

Le elezioni di midterm si avvicinano e il presidente trema. A novembre gli americani saranno chiamati a esprimere il loro gradimento sui primi due anni di mandato di Biden, che stando ai sondaggi non se la passa proprio benissimo. I repubblicani stanno alla finestra e guardano.

L’inflazione è una delle maggiori preoccupazioni dei cittadini e se il presidente non sarà in grado di invertire la rotta in tempi brevi, Trump non perderà l’occasione per mettere a segno il primo colpo in vista di una ricandidatura alla Casa Bianca alle prossime presidenziali.