(Adnkronos) – A quasi un anno dall’entrata in vigore della riforma Cartabia che l’ha introdotta, la novità risulta ancora poco conosciuta  Roma, 7 marzo 2024. La riforma Cartabia, entrata in vigore lo scorso primo marzo, ha introdotto importanti novità nel sistema giudiziario italiano. Tra le più significative nell’ambito del diritto di famiglia c’è il cosiddetto divorzio breve, ovvero la possibilità di presentare contestualmente domanda di separazione e di divorzio procedendo con l’attivazione di un unico procedimento. “Si tratta di un’opzione scelta in modo ancora residuale, ad oggi la richiede non più di un decimo delle coppie che si separano” spiega guardando alla propria esperienza Norma Natali, avvocato specializzato in diritto di famiglia e penale, tra i primi legali a livello nazionale a confrontarsi con lo strumento.  “Inizialmente sembrava che la novità potesse essere utilizzata solo in caso di separazione giudiziale, ma ero convinta che dovesse e potesse essere applicata anche in caso di separazione consensuale. Così – racconta l’avvocato – il primo marzo, basandomi sul testo della legge, ancora mai applicata, ho presentato un ricorso relativo ad un accordo consensuale che è stato ammesso e portato a buon fine dal tribunale di Civitavecchia”. A sancire la definitiva applicabilità del ‘percorso abbreviato’ sia per le separazioni consensuali che per quelle giudiziali è stata poi la Suprema Corte di Cassazione lo scorso autunno. In ogni caso lo strumento risulta ancora poco conosciuto, soprattutto negli aspetti di dettaglio. A partire da quelli economici: il procedimento unificato è più costoso si quello di separazione o di divorzio, ma più economico considerando la spesa complessiva per entrambi. “Il consiglio – aggiunge Natali – è di rivolgersi ad un legale specializzato in diritto di famiglia per analizzare la specifica situazione con il suo supporto e valutare tutte le possibilità a disposizione, compresa quella dell’iter abbreviato”. Il primo incontro, quindi, dovrebbe essere una consulenza che non necessariamente dovrà concludersi con l’affidamento dell’incarico.  Come scegliere il professionista più adatto alle proprie esigenze? Una regola valida in assoluto non esiste, ma un’indicazione valida potrebbe essere quella di affidarsi ad avvocati che non offrono consulenze gratuite: “Una consulenza esaustiva – prosegue – dura circa un’ora, tempo che l’avvocato dedica alla persona mettendo a disposizione le proprie conoscenze e competenze”. Rivolgersi ad un legale di lungo corso, inoltre, permette di beneficiare dell’esperienza che ha acquisito in anni di lavoro sul campo anche in altri settori. L’avvocato Natali, che esercita negli studi di Roma, Milano, Civitavecchia e Tarquinia, per esempio, si occupa anche di diritto penale: è stata lei a difendere l’uomo assolto dall’accusa di stalking dal tribunale di Roma a inizio gennaio, ma segue anche i parenti dei pazienti che erano ricoverati nella Rsa Madonna del Rosario di Civitavecchia durante la pandemia, che si sono opposti alla richiesta di archiviazione delle indagini scattate nel 2020 dopo la morte di 22 ospiti durante la prima fase del Covid.  
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