L’esclusione di tennisti e tenniste di nazionalità russa e bielorussa costa caro al torneo di tennis più prestigioso e iconico. A Wimbledon, infatti, non verranno assegnati i consueti punti validi per il ranking. Lo ha annunciato ufficialmente l’ATP che prende una posizione forte nei confronti dell’organizzazione dello Slam londinese.

“La possibilità per i giocatori di qualsiasi nazionalità di partecipare ai tornei in base al merito e senza discriminazioni è fondamentale per il nostro Tour. La decisione di Wimbledon di vietare ai giocatori russi e bielorussi di gareggiare nel Regno Unito quest’estate mina questo principio e l’integrità del sistema di ranking ATP”. L’Associazione dei tennisti professionisti, nella nota ufficiale, ci tiene a sottolineare che “le nostre regole e accordi esistono per proteggere i diritti dei giocatori nel loro insieme. Decisioni unilaterali di questa natura, se non affrontate, stabiliscono un precedente dannoso per il resto del Tour. La discriminazione da parte dei singoli tornei semplicemente non è praticabile in un Tour che opera in più di 30 paesi”.

Wimbledon risponde all’ATP

Non si è fatta attendere la risposta dell’organizzazione dei Championships che ha commentato la “punizione” dichiarando rammarico ma al tempo stesso rafforzando la propria posizione. “Ci rammarichiamo profondamente per l’impatto di questa decisione sulle persone colpite. Tuttavia data la posizione assunta dal governo del Regno Unito per limitare l’influenza globale della Russia e la risposta diffusa da parte del governo, del settore industriale, dello sport e delle istituzioni creative, rimaniamo del parere che abbiamo preso l’unica decisione praticabile per Wimbledon come evento sportivo di fama mondiale e istituzione britannica, e manteniamo la decisione che abbiamo preso”. L’organizzazione britannica ha aggiunto che è riluttante ad accettare che il successo o la partecipazione a Wimbledon possano essere utilizzati a scopo propagandistico dalla Russia.


La decisione di escludere i tennisti russi e bielorussi, presa autonomamente dall’organizzazione britannica, era stata fortemente criticata anche da molti tennisti, primi tra tutti Rafa Nadal e Nole Djokovic. A fronte di questa svolta inusuale e soprattutto senza precedenti, ci si chiede con quale spirito i giocatori che giungeranno a Londra affronteranno lo Slam. Il prestigio del trofeo è fuori discussione, anche senza i punti del ranking, ma l’umore con cui ci si avvicina all’evento non è dei migliori.